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6 dicembre 2005

continuo la reprimenda sul metal europeo;)

Dunque, a proposito del post qui sotto (che vi consiglio di leggere prima di affrontare questo), ho ricevuto alcune osservazioni che mi hanno fatto notare come abbia una visione un po’ troppo pessimistica del metal della Vecchia Europa. Devo dire che… non mi avete convinto, per cui non solo copro la puntata, ma rilancio e alzo la posta!

Premettiamo che qui NON stiamo parlando di gusti personali, ma solo di evoluzione, di elementi nuovi inseriti nella musica dura (per cui se i Korn hanno portato qualcosa di nuovo non vale dire ‘eh, ma i Korn non mi piacciono!’).

Vediamo cosa è successo nella scena negli anni ’90.

EUROPA: il nostro continente agli inizi cala subito tre pezzi da 90, Entombed, Carcass e Napalm Death. Questi tre gruppi definiscono due tipi di sound estremo diversi che risultano senz’ altro originali e distinti rispetto alla produzione death d’ oltreoceano.

Contemporaneamente proseguono la loro attività anche gruppi seminali come Celtic Frost e Bathory che danno il via a tutto il fenomeno black (i nomi li sapete), che pure risulta essere movimento peculiare e fortemente europeo.

In Svezia comincia un fenomeno che verrà chiamato death melodico, che conta tra i propri alfieri gente come In flames e Dark Tranquillity. Qui sono meno propenso a parlare di novità, perché di fatto si tratta di chitarre distorte alla Metallica che sfornano riff a metà tra gli stessi Metallica e i Maiden, con cantato death. Quindi è più un riassunto di ciò che il metal aveva prodotto fino ad allora. Ma è comunque un sound di cui va tenuto conto.

E poi? Poca roba, a dire il vero. Esiste una scena tedesca di industrial/techno/cyberpunk interessante (tipo i KMFDM), ma (e qui lo ammetto) l’ ho scoperta da poco e non ne so molto.

Poi ci sono dei gruppi importanti, ma che sono abbastanza isolati e non costituiscono una ‘scena’. Sicuramente i Meshuggah, i Cult of Luna tra le nuove leve, gli Arcturus (che come ho già detto però mantengono molti elementi di armonia tradizionale) e qualche altro che ora non mi sovviene.

Sono nate inoltre legioni di gruppi che mescolano folk e metal, classica e metal e così via. Tentativi interessanti e spesso anche riusciti, ma che non introducono niente di nuovo a livello di armonie e struttura dei brani, in quanto mescolano generi musicali ben conosciuti, per cui l’ effetto novità sta solo nel sentire questi diversi stili suonati assieme.

AMERICA: vi abbuono il death floridiano contandolo come fenomeno degli eighties. Allora tra la fine degli 80 e l’ inizio dei 90 abbiamo il CROSSOVER, in genere miscela di funky, rap e metal. Abbiamo Faith No More, Red Hot Chili Peppers, Suicidal Tendencies, Infectious Grooves, Fishbone, Rage Against the machine etc…

Poi c’ è il POST HARDCORE, di cui ho parlato nei post precedenti (quindi Prong, Helmet, Ministry e compagnia).

C’ è l’ evoluzione del DEATH FLORIDIANO, cioè la fusione dello stesso con armonie jazz e in generale di musica moderna, e qui sì che vengono presentate armonie nuove in un contesto metal (al di là del solito, stramaledetto modo eolio, leggere post sotto). Stiamo parlando, ad esempio, di Atheist e Cynic.

L’ INDUSTRIAL passa anche di qua, dicono niente i Fear Factory?

METAL E MUSICA ELETTRONICA: ci sono i Nine Inch Nails, che sono moooolto innovatori.

NU-METAL: c’ è anche questo, anche se sta sullo stomaco a molti. Secondo me il 90% del nu metal di nuovo ha ben  poco, ma due gruppi come Korn e Deftones credo vadano citati per la loro importanza.

I SOAD sono un caso un po’ a parte, li cito ma non credo facciano parte di una scena in particolare.

METALCORE: pure questo genere non è che abbia inventato chissà che, lo cito come per il death svedese. Ci metto dentro Killswitch Engage e qualche altro.

Anche qui poi ci sono due o tre gruppi che hanno portato avanti, alle soglie del 2000, il concetto di musica estrema e un po’ come i Meshuggah hanno raccolto un buon seguito anche se non hanno dato il via a nuove ‘scene’ musicali. Sicuramente fanno parte di questa categoria i Dillinger Escape Plan, gli Strapping Young Lad e i Converge.

Inoltre c’ è tutta una corrente di gruppi HARDCORE-METAL-NONSENSE che, facendo capo agli insegnamenti di Zappa, creano una musica fortemente ibrida che stravolge il concetto di canzone, di ritmica e quant’ altro, mettendo insieme un’ accozzaglia di suoni, fischi, botti, frammenti melodici e manipolazioni elettroniche da brivido. Sicuramente difficili da assimilare, ma molto originali: sto parlando di Melvins, Mr. Bungle, Fantomas, Mondo Generator e altri. Il singolo artista di riferimento per questo particolare genere musicale è senz’ altro Mike Patton.

Questo è quello che so. Valutando le due situazioni mi pare chiaro che il ruolo guida nella evoluzione del metal spetti agli USA, mentre noi continuiamo a riproporre schemi di musica tradizionale che sinceramente hanno anche stufato.

Se conoscete qualche altra corrente che io ho omesso, specialmente se è europea, segnalatemela e potrei anche rivedere le mie posizioni.

 

Vi metto un pezzaccio dei Fantomas dal loro ultimo album, ‘Suspended animation’, che è una specie di incontro tra metal e sigle di cartoni animati.




permalink | inviato da il 6/12/2005 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

5 dicembre 2005

dicono che ce l' ho su col metal europeo, e forse hanno ragione

Sono stato accusato da qualche amico di essere troppo americanista e poco europeista per quanto riguarda l’ heavy metal.

In realtà, sono un pochino caustico nei confronti della musica dura continentale.

ma c’ è un motivo.

Il rock alla sua nascita ha ereditato le armonie che utilizza dalla musica popolare, armonie che affondano le loro radici nelle danze medievali o addirittura in quelle classiche usate da Greci e Romani, e che sono diverse da quelle utilizzate dalla musica classica.

In particolare c’ è un tipo di progressione armonica che è senz’ altro il più usato nella storia del rock.

Si chiama modo eolio.

Migliaia di pezzi usano questo tipo di ‘trucco’: qualche esempio?

‘All along the watchtower’ di Bob Dylan, coverizzata alla grande di Jimi Hendrix, ha il riff in puro stile eolio, ‘l’ assolo finale di ‘Stairway to heaven’ è suonato su un riff in stile altrettanto puro, o anche l’ assolo finale di ‘Fade to black’ dei Metallica è costruito su quella progressione. Per non parlare dei pezzi dei Maiden: metà di loro usa quello stile, e le terzine al basso di Steve Harris lo dimostrano in maniera inequivocabile.

È chiaro che la stessa armonia può essere resa in modi molto diversi tra loro, variando la ritmica, suonando in accordi piuttosto che arpeggiando piuttosto che col tapping e blablabla.

Però è altrettanto vero che se si sviluppano un milione di pezzi diversi, tra rock e metal, costruiti sulla stessa architettura, le possibilità di ‘variazioni sul tema’ restano pochissime. In pratica, quella architettura è stata sfruttata in tutti i modi possibili, e se si vuole fare qualcosa di nuovo bisogna partire da una struttura iniziale nuova.

Detto terra terra, il modo eolio ha rotto i coglioni.

Ha una sonorità bellissima , epica e malinconica, ma ha rotto i coglioni lo stesso.

Il troppo stroppia.

Pure se ascoltate il pezzo nel blog di aislinn, vi accorgerete che, aldilà delle tastiere, la progressione di chitarra è sempre la stessa.

Questo è il grave problema del  metal europeo.

Si và avanti contaminandolo con musica classica o folk o vattelapesca, ma in questo modo le armonie che si tirano fuori sono sempre quelle, e alla lunga stufano.

Il metal americano viene da un background musicale fatto di blues e jazz che sono stili (soprattutto il secondo) che hanno portato avanti il concetto di armonia nel secolo scorso.

Ecco allora le composizionie free form, dove praticamente non si segue alcuna regola armonica, i pezzi atonali, le scale esatonali o comunque costruite ex novo dai musicisti stessi.

Ecco il perché dei miei post sull’ hardcore-thrash, la mia passione per i Cynic e gli Atheist, per i Meshuggah e per tutto quel metal un po’ ‘strano’, fatto di sonorità insolite.

Perché dopo 12 anni di musica heavy e dopo decine se non centinaia di migliaia di pezzi ascoltati, ho sentito tutto quello che si poteva fare con la tradizionale armonia modale.

Ho bisogno di cose nuove, che mi spiazzino, che mi sconvolgano.

Ho bisogno di ascoltare musica strana, che non sappia dire nemmeno se mi piace o no al primo ascolto, che mi costringa a risentirla, a pensarci su, a decrittarla.

Il metal europeo non mi stimola più queste cose.

Pure gli Arcturus, che vengono considerati un gruppo innovativo (e in effetti hanno fatto dischi bellissimi), fanno comunque un uso importante di armonia tradizionale.

 

Volete propormi metal europeo? Siete i benvenuti, ma tenetemi alla larga il fottutissimo eolio.

 

 

Vi piazzo anche ‘All along the watchtower’ rifatta da Jimi, và…




permalink | inviato da il 5/12/2005 alle 10:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

12 novembre 2005

tema della lega metallica #11: '70; '80; '90; 2k! Quale decennio mettereste in vetta alla vostra graduatoria musicale e perchè.

COMMEDIA IN TRE ATTI

 

Personaggi: artista

                        Pubblico

 

 

 

Primo atto

 

 

Prima metà degli anni ’70: progressive e psichedelia

 

Artista: noi siamo la storia, noi stiamo portando avanti il concetto di musica, siamo in continua evoluzione, noi non ci facciamo influenzare dalle barriere. La nostra Arte è pura, la nostra spiritualità ci fa viaggiare, il progressive e la psichedelia sono la bellezza incontaminata. Io, io sono diverso da tutti, io sono l’ Artista, e chiunque vorrebbe poter incrociare il mio sguardo almeno una volta. Io sono l’ avanguardia, sono il nuovo e meraviglioso, sono un dio dorato!

Ma che fate? Dove andate? Perché andate via? Come? Vi siete rotti i coglioni perché sono venti minuti che faccio assoli di chitarra con feedback, senza melodia e solo rumori e riverbero? Ma non capite? Io sono l’ Artista! Io indico la via! Questa è arte, stolti, E’ ARTE!!!!!!

 

 

Pubblico (Chorus, o refrain, o ritornello): ma vaffanculo!

 

 

Seconda metà degli anni 70: il punk

 

Artista: noi siamo gli anarchici, noi siamo la merda che cresce nelle vostre fottute città benpensanti e perbeniste, noi sputiamo in faccia agli schifosi ideali della borghesia classista e merdaiola, la nostra musica è un veleno che si nutre di questa putrida città. Noi siamo i punk, quelli volgari e brutti, quelli che i puritani odiano e temono, yeah, yeah. Ehi ma che fate? Perché ve ne andate? Come? Vi siete rotti i coglioni di sentire pezzi tutti uguali coi soliti tre accordi? Ma…ma… questo è il punk, è la contraddizione della società, è l’ anarchia! Non capite? Se noi ci mettessimo a scrivere pezzi complessi dovremmo metterci a studiare gli strumenti, e allora scenderemmo a patti con questo merdoso sistema mafioso e borghese che…

 

 

Pubblico (ritornello): ma vaffanculo!

 

 

Atto secondo

 

Prima metà degli anni 80: il glam

 

Artista: yeah, baby, vieni qui piccolina, dammi la cosina, così facciamo prima, e andiamo avanti fino a mattina. Yeah, rock and roll, yeah. Non ce ne frega della politica, vogliamo solo scopare, suonare e drogarci. Yeah, sono muscoloso, ho la moto strafiga e le donne, yeah le femmine fanno a gara per contendersi il mio scettro imperiale. Sono bellissimo, truccatissimo, brillantissimo e patinatissimo. Sono glam. Yeah, yeah. Ehi ma dove ve ne andate tutti? Come? Vi siete rotti i coglioni perché il concerto sarebbe dovuto cominciare due ore fa? Ma non posso uscire prima di aver finito di truccarmi! Così sono un disastro! E poi manca ancora lo smalto fucsia e il rossetto color ciclamino…

 

 

Pubblico (ritornello): ma vaffanculo!

 

 

Seconda metà degli anni 80: il thrash

 

Artista: in questa vita c’ è solo dolore. Dolore e distruzione. Sì vogliamo il sangue. Vogliamo i teschi, le grida, la sofferenza, l’ agonia. Vogliamo l’ Apocalisse. Siamo i thrashers. Vogliamo la MORTE. Vogliamo scandagliare le profondità della MORTE, delle atrocità, della crudeltà. Il mondo è crudele… come la MORTE. Il mondo è in putrefazione… come la MORTE. Non c’ è futuro per nessuno, il domani è un domani spento… come la MORTE. Il mondo è violenza… come la MORTE. Il mondo è distruzione… come la MORTE. Pure io mi sento vuoto… come la MORTE.

Ehi dove andate tutti? Perché ve ne andate? Come? Scappate con le mani sui coglioni perché portiamo sfiga? Ma non capite che alla fine in questo mondo c’ è solo violenza e dolore, e MORTE, agonia, e MORTE, e sofferenza, e MORTE, e olocausto, e MORTE…

 

 

Pubblico: ritornello! (con le mani sulle palle)

 

 

Terzo atto

 

Prima metà degli anni 90: il grunge

 

Artista: sono smarrito. Sono confuso. Non so cosa fare di me stesso, non ho valori, non ho obiettivi. Ho il male di vivere. Non c’ è niente per cui valga la pena lottare, vivere lavorare. Sono così stanco. Non c’ entra un cazzo che ho vent’ anni sono così stanco lo stesso. Mi annoio. Non so cosa fare. Non c’ è niente che valga la pena fare. Vivere per cosa? L’ amore? La libertà? La famiglia? I soldi? Cos’ ha da offrirmi questa vita? Non lo so, sono confuso, sono depresso, non so… Ma…ma… Ehi dove ve ne andate tutti? Come? A una festa? Come? Sono un maniaco depressivo del cazzo? Ma che motivo c’ è di fare festa? Che motivi ci sono in questo mondo per essere felici, per andare avanti? E poi, vale la pena essere felici? O infelici? O così così?...

 

 

Pubblico: Evvai col ritornello!

 

 

Seconda metà degli anni 90: il nu-metal

 

Artista: no papà non l’ ho fatto apposta. No, non volevo. No papà non prendere la cinghia. Ecco, era sempre così. Mio padre mi menava, mia madre mi menava, mio fratello maggiore mi menava, il gatto mi menava, il pesce rosso mi menava. Come posso ora essere un adulto normale con l’ infanzia che ho avuto? Lo capite, non si può tornare indietro. Lo capite, sono ferite nell’ animo che non si rimargineranno. Io ero un bambino ingenuo e innocente. Ma mio padre mi menava. Ero sveglio e curioso. Ma madre mi menava. A scuola intervenivo sempre. Ma la maestra mi menava. Quando andavo al bagno tiravo lo sciacquone. Ma il bidello mi menava. Perfino adesso che ho 40 anni mio padre mi mena. Tutta questa violenza. Tutta questa crudeltà. No, non sono un adulto normale e non potrò esserlo mai più, mai, mai, mai più. Ehi ma che cosa fate? Perché ve ne andate? Come? Vi siete rotti i coglioni dei miei piagnistei? Ma dove andate? Come? Andate a trombare? Vedete io non posso trombare. Come posso avere una sessualità normale con l’ infanzia che ho avuto, con le percosse, la violenza. No, non posso trombare. Il sesso è violento, non capite? Il sesso è marcio e violento, come mio padre quando mi menava. Copulare è violenza, l’ orgasmo è violenza, è crudele. Le urla. Le urla dell’ atto sessuale mi fanno tornare in mente quando da piccolo mi menavano. No, non dovete trombare. Il sesso è violento. Quando da ragazzino mi facevo le pippe pure gli spermatozoi mi menavano. Non c’ è niente di bello nel sesso. Non bisogna trombare.

 

 

Pubblico: RITORNELLO!!!! SUBITO!!!!

 

 

Ecco qua. Fatto. Come dite? Il mio tema non ha senso? Ah sì? sapete cosa vi dico? Ritornello!







permalink | inviato da il 12/11/2005 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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