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Diario | l' angolo di Esopo | lega metallica | recensioni |
 
l' angolo di Esopo
1visite.

23 febbraio 2006

esopo rules

Mia mamma qualche giorno fa va a farmi le carte per fare le analisi del sangue (per inciso non ho nemmeno un asterisco sul referto, posso continuare a ingozzarmi come una scrofa).

Si porta via la mia tessera sanitaria e la carta d’ identità.

Ieri sera compilo il modulo per il dipartimento di medicina dello sport, ché oggi devo fare la visita di idoneità all’ agonismo. Mi accorgo che i documenti li ha ancora mia mamma, che nel frattempo si è già addormentata. A questo punto la lascio dormire, mi scrivo un appunto per ricordarmi di riprendermi le carte stamattina.

Mi sveglio e in casa non c’ è un cazzo di nessuno.

Mia mamma non ha il cellulare, chiamo mia sorella per sapere se ha notizie.

‘Guarda che siamo a Vittorio Veneto perché devo fare una visita medica, la mamma mi ha accompagnata.’

‘Passami un attimo TUA madre.’

Segue trafila di bestemmie e insulti pesanti.

Si era dimenticata di avvertirmi.

Telefono all’ ospedale di Sacile pregandoli di lasciarmi fare ugualmente la visita. Strisciando ventre a terra sul pavimento riesco a convincerli che ‘vi porto la tessera sanitaria questo pomeriggio, massimo domani’.

E io che avevo fatto il premuroso per lasciarla dormire.

La prossima volta la sveglio con i cavi della batteria della macchina e la bastono sul nervo sciatico finché non caccia fuori la roba.




permalink | inviato da il 23/2/2006 alle 9:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

16 febbraio 2006

torna l' angolo di Esopo

Riapre, dop lungo tempo, la rubrica ‘l’ angolo di Esopo: favole che racchiudono insegnamenti di vita’.

 

Un tempo viveva un uomo, il signor Baùco, che possedeva un campo di terra.

Un giorno la Gilda dei Maghi Telepati, la Telecom (COMpagnia dei TELEpati, ma Comtele suonava troppo male), richiese al signor Bauco di poter utilizzare una decina di metri quadri del suo campo per poter installare una Torre di Risonanza Telepatica (volgarmente chiamata ripetitore) per poter migliorare le vie di comunicazione all’ interno del regno di Stivalandia.

Il signor Baùco, che temeva che i flussi magici in costante passaggio attraverso la Torre potessero nuocere alla sua salute, a quella della sua famiglia e al vicinato rifiutò, anche se la Gilda offriva di corrispondergli una somma annua per l’ utilizzo del suo terreno pari a due, tre mesi di sudato stipendio: un quantitativo dunque non disprezzabile. Ma Baùco era uomo di sani principi e rifiutò ugualmente.

Qualche settimana dopo, aprendo le imposte della casa la mattina presto, Baùco vide un ripetitore innalzarsi solenne e imperioso davanti ai suoi occhi, e subito si precipitò fuori di casa per vedere cosa fosse successo.

Il fatto era che il ripetitore era stato spostato di pochi metri dalla posizione originariamente studiata, uscendo in questo modo dal terreno del signor Baùco.

L’ inghippo fu presto dipanato. Il signor Scheo, vicino di casa di Baùco e proprietario del campo adiacente, aveva accettato di concedere alla Gilda lo spazio per il ripetitore, incassando il premio in denaro pattuito.

Baùco così si ritrovò la Torre di risonanza vicino a casa sua con le possibili conseguenze negative che aveva cercato di evitare, e senza nemmeno una controparte in denaro che almeno avrebbe potuto avere se avesse accettato l’ offerta della Gilda.

Cosa vi insegna questa storia, miei cari allievi?




permalink | inviato da il 16/2/2006 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

18 marzo 2004

la favola del civilista

Oggi inauguro la mia prima rubrica. Ho deciso di dare spazio alle perle di saggezza del mio amico Esopo, perchè, come diceva la mia prof delle medie che mi ha fatto muovere i primi passi nella letteratura e (soprattutto) nella mia sessualità, la differenza tra favola e fiaba è che la favola  contiene una morale, un insegnamento di vita. Andiamo con la prima.

Una persona per bene, che lavora duramente per mantenere la propria famiglia, va dall' avvocato per cercare di ottenere un risarcimento.

L' avvocato lo mette in guardia:

'Purtroppo, gentile signore, la somma che lei cerca di ottenere è piuttosto modesta e le spese legali potrebbero addirittura superarla. La sconsiglierei di procedere.'

Il cliente vuole però avere ciò che gli spetta e decide di andare avanti.

Come da previsione, le spese si rivelano ingenti nonostante le tariffe minime applicate dal professionista.

Il cliente soldi da buttare non ne ha, dunque tira un pò la corda, cerca di pagare meno, fa l' indispettito.

Il giorno dopo un malvivente si reca dallo stesso avvocato per una causa, si complimenta per il bel lavoro svolto, paga subito in contanti e si arrabbia quando gli viene applicata la tariffa minima.

Morale della favola?




permalink | inviato da il 18/3/2004 alle 22:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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